{"id":527,"date":"2021-06-16T12:03:00","date_gmt":"2021-06-16T10:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tesorivallesanclemente.it\/?p=527"},"modified":"2021-10-03T12:12:30","modified_gmt":"2021-10-03T10:12:30","slug":"di-nuovo-riparte-lassalto-degli-impianti-di-sci-sui-monti-sibillini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tesorivallesanclemente.it\/?p=527","title":{"rendered":"DI NUOVO! RIPARTE L\u2019ASSALTO DEGLI IMPIANTI DI SCI SUI MONTI SIBILLINI"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.tesorivallesanclemente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-531\" width=\"782\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/www.tesorivallesanclemente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/image-3.png 597w, https:\/\/www.tesorivallesanclemente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/image-3-300x47.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ALLEANZA n. 6.21&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Ancona, 16.06.2021<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-vivid-red-color has-white-background-color has-text-color has-background\" style=\"font-size:18px\"><strong>COMUNICATO STAMPA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Appennino si sta spopolando. L\u2019Appennino si sta desertificando.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1951 ad oggi le aree dell&#8217;Appennino centrale si sono costantemente spopolate con un tasso medio del 7 x 1000 all\u2019anno (dati ISTAT); a questo si aggiunga il costante invecchiamento della popolazione che vale per tutta l\u2019Italia, ma che in montagna risulta molto pi\u00f9 accentuata.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo tra il 2002 e il 2018 i principali comuni maceratesi dei Sibillini hanno subito un decremento medio di popolazione dell\u201911% con punte massime a Castel Sant\u2019Angelo sul Nera ( 28% circa) e Bolognola ( 13 % circa). Ma anche i comuni pi\u00f9 dinamici e meglio serviti, come ad esempio Sarnano, perdono costantemente popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma contro questo dramma non si \u00e8 trovata altra soluzione che far risorgere il vecchio e deleterio progetto di irretire la montagna con nuovi impianti&nbsp; e piste da sci.<\/p>\n\n\n\n<p>Un consesso di uomini politici, sindaci e amministratori vari, ha proclamato in un recentissimo convegno che la soluzione \u00e8 stata trovata e produrr\u00e0 per le genti tra Marche e Umbria degli effetti cos\u00ec miracolosi che l\u2019arretratezza di queste aree sar\u00e0 presto un pallido ricordo, da raccontare ai nipoti: il mirabolante piano \u201c Montagna quattro stagioni\u201d il comprensorio sciistico unico pi\u00f9 grande del centro Italia! da finanziare coi soldi pubblici del Contratto Istituzionale di Sviluppo di Invitalia (Ministero dell\u2019Economia)<\/p>\n\n\n\n<p>Si progetta di realizzare impianti di risalita e infrastrutture varie che collegheranno&nbsp; Monte Prata con Frontignano, il Ragnolo e Sassotetto. Ovvero si sta preparando la completa e definitiva devastazione naturale e paesaggistica del Parco Nazionale dei Sibillini, che fu costituito proprio per salvaguardare il territorio dagli effetti perversi della precedente, pi\u00f9 antica \u201cvalorizzazione turistica\u201d. Che impallidir\u00e0 a confronto di quella che si sta prospettando oggi. La stampa fa sapere che alla riunione ha partecipato ( on-line) anche il presidente del Parco, che sembra pronto a collaborare. Forse non sa che il Parco che dirige esiste ed \u00e8 nato grazie alle lotte degli ambientalisti proprio contro la colonizzazione dell\u2019industria dello sci delle nostre montagne.<\/p>\n\n\n\n<p>In tale progetto, infatti, di nuovo non c\u2019\u00e8 niente, se non, forse, i soldi del PNRR, a cui si brama di attingere. Nel 1978 (non proprio ieri) un progetto analogo, per 7 miliardi di lire di allora, doveva collegare sciisticamente, attraverso impianti e funivie, addirittura Norcia con Castelluccio ( Val di Canatra), Forche Canapine e poi spingersi fino a Frontignano. Oggi si ripropone lo stesso piano anche se malamente&nbsp; riaggiornato e imbellettato, perch\u00e8 oggi anche la distruzione dell\u2019ambiente si fa sostenibile e green. Qualcuno al convegno ha infatti affermato, enfaticamente, che questa operazione si doveva fare 60 anni fa, intendendo che si \u00e8 in grande ritardo, a causa delle pastoie burocratiche degli ambientalisti, viene da immaginare. In realt\u00e0 l\u2019idea perenne che ha sempre alimentato tali operazioni speculative, \u00e8 ogni volta la stessa: la colonizzazione della montagna, dopo averla piegata a causa dell\u2019economia&nbsp; fragile e dello spopolamento, a servizio degli interessi delle aree urbane congestionate, della voracit\u00e0 del turismo di massa, con&nbsp; l\u2019obiettivo di lucrare su cospicue fette di denaro pubblico, privatizzando risorse pregiate come acqua, territorio e paesaggio. I resti di quella precedente e perniciosa \u201cvalorizzazione turistica\u201d, che ha fagocitato immense risorse economiche e ambientali, senza incidere minimamente sui problemi di sottosviluppo dell\u2019area montana, sono sparse su tutti i Sibillini: assurde strade che hanno squarciato inutilmente i fianchi della montagna, insediamenti turistici di villette abbandonati e fatiscenti e, a perenne memoria, simbolo futurista della stupidit\u00e0 umana, i piloni, i cavi cascanti e le macerie della funivia che sfregiano il Monte Bove.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non aveva senso 30 anni fa di scempiare la montagna immaginando tante fantomatiche \u201cCortina\u201d dell\u2019 Appennino, che scimmiottavano le stazioni sciistiche alpine, pu\u00f2 averlo oggi che la neve \u00e8 gi\u00e0 falcidiata dal riscaldamento climatico?<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, che ancora un po\u2019 nevicava, si sproloquiava di neve abbondante da gennaio fino a maggio, quando invece sui Sibillini, a memoria d\u2019uomo un giorno pu\u00f2 nevicare abbondantemente e il giorno dopo, il favonio (montanaccio da noi) si porta via tutto e i prati cominciano a fiorire. Oggi, per\u00f2, in piena crisi ambientale climatica, dichiarare di voler spendere irresponsabilmente soldi pubblici su impianti e piste di sci, che sono in crisi profonda addirittura sulle Alpi, \u00e8 un atto di una gravit\u00e0 ingiustificabile. Sulle Alpi, che per giunta oltre alla quota godono di un clima pi\u00f9 severamente continentale e di un elevato indice di massivit\u00e0, sono ormai ritenuti antieconomici tutti gli impianti a quota inferiore ai 1800 metri e tale valore sta costantemente salendo poich\u00e9&nbsp; l\u2019effetto del riscaldamento globale sta procedendo molto pi\u00f9 velocemente ed estesamente di quanto immaginato in un primo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019IPCC ( The Intergovernmental Panel on Climate Change dell\u2019ONU) gi\u00e0 nel suo report del 2013 avverte che: \u201cC&#8217;\u00e8 confidenza molto alta che l&#8217;estensione della copertura nevosa nell&#8217;emisfero settentrionale sia diminuita a partire dalla met\u00e0 del XX secolo (vedi Figura SPM.3). L&#8217;estensione della copertura nevosa nell&#8217;emisfero settentrionale \u00e8 diminuita di 1,6 [0,8-2,4]% per decennio nei mesi di marzo e aprile, e di 11,7 [8,8-14,6]% per decennio nel mese di giugno, nel periodo 1967-2012. In questo periodo, l&#8217;estensione della copertura nevosa nell&#8217;emisfero settentrionale non ha evidenziato un incremento statisticamente significativo in nessun mese.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se poi andassimo a disaggregare i dati per regione si evidenzierebbe come nelle montagne del Mediterraneo la copertura nevosa sar\u00e0 sempre pi\u00f9 scarsa e discontinua, con una brusca risalita in quota delle aree che ogni inverno saranno ricoperte da un manto sufficientemente continuo. Gli studi pi\u00f9 recenti della Regione Marche e della Protezione Civile mettono chiaramente in evidenza che sui Sibillini la formazione e la persistenza del manto nevoso (indice SAI dal 2000 al 2020) ha visto aumentare costantemente la frequenza di periodi in cui il manto nevoso \u00e8 stato inferiore alla media degli anni precedenti, ovvero ogni anno, dal 2000 al 2020, \u00e8 nevicato quasi sempre meno degli anni precedenti e la copertura al suolo \u00e8 stata sempre minore e discontinua.&nbsp; Nel mentre \u00e8 andata aumentando la frequenza e la durata degli eventi di favonio che sciolgono rapidamente il manto nevoso. Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 sicuramente ben noto a chi propone il progetto, che infatti, non fidandosi della copertura nevosa naturale, ha predisposto anche la realizzazione di invasi idrici, che cos\u00ec si potranno usare per l\u2019innevamento artificiale, andando ad incidere pesantemente anche sulla disponibilit\u00e0 delle risorse idriche, gi\u00e0 scarse. Come ad esempio gli stessi convenuti hanno gi\u00e0 dichiarato, alcuni lamentando&nbsp; il continuo abbassarsi del livello del lago di Fiastra che mette in crisi il turismo da esso alimentato, o progettando addirittura piste da sci di plastica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo usando i soldi che aumenteranno il debito che stiamo caricando sulle spalle delle generazioni pi\u00f9 giovani, che dovrebbero servire a contrastare gli effetti del disastro ambientale che abbiamo gi\u00e0 prodotto, andandolo invece colpevolmente ad aumentare. Ci vuole proprio una bella faccia tosta a immaginare di utilizzare le risorse messe in campo per contrastare i cambiamenti climatici, riproponendo progetti che ricalcano tutto ci\u00f2 che fino ad oggi ha prodotto tali disastri ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019effetto di progetti come quello prospettato sar\u00e0 la definitiva distruzione di ci\u00f2 che resta dell\u2019ambiente di montagna, che richiama cos\u00ec tante persone perch\u00e8 altrove, sulla costa e sulle aree pi\u00f9 densamente abitate, il territorio \u00e8 gi\u00e0 ampiamente compromesso, alterato e sempre meno vivibile.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Le soluzioni vere per la montagna e&nbsp; la sua popolazione sono di ben altra natura. Gli amministratori e i politici che si sono succeduti via via in regione, nelle province e nei comuni, hanno lasciato colpevolmente che nel tempo si sottraesse al territorio delle aree interne i servizi essenziali: le scuole, i presidi sanitari. Si \u00e8 trascurato colpevolmente la difesa dai terremoti, si sono&nbsp; abbandonati a se stessi agricoltori e allevatori. Si \u00e8 lasciato a se stesso lo sviluppo di un turismo dequalificato, \u201cmordi e fuggi\u201d che porta solo degrado e lascia poche risorse economiche ( vedi Castelluccio). Tutto a favore della concentrazione di popolazione, servizi e beni economici nelle aree forti del territorio. Queste sono le cause pi\u00f9 importanti dell\u2019abbandono da parte dei residenti delle aree interne. Gli ultimi terremoti e il covid hanno solo fatto esplodere le contraddizioni di una struttura demografico territoriale e di un tessuto economico profondamente compromessi e lacerati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La montagna fornisce alla pianura e alla costa servizi e beni essenziali a bassissimo costo (tanto che vengono allegramente sprecati) come l\u2019acqua potabile, senza la quale le citt\u00e0 diventerebbero immediatamente dei deserti inabitabili. Ora gli stessi fautori di quelle scelte discutibili, vorrebbero ridurre la montagna ad un baraccone del divertimento, sacrificando al turismo di rapina ogni residuo valore naturale, di resilienza delle persone, di qualit\u00e0 del territorio montano, proponendo, riverniciate, le stesse soluzioni miracolistiche e deleterie da oltre 60 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri sono gli investimenti che bisognerebbe fare, che vadano a favore non degli interessi della speculazione, ma delle persone che vivono e lavorano sul territorio. Politiche serie di sostegno e miglioramento per gli agricoltori e gli allevatori residenti. Bisognerebbe investire sul lavoro nelle aziende, inevitabilmente piccole e incapaci di opporsi alle logiche del mercato,&nbsp; aiutandole a sviluppare agricoltura, allevamento e artigianato di qualit\u00e0, ecologicamente compatibile, rispettoso della dignit\u00e0 e della qualit\u00e0 della vita degli operatori del settore primario, capaci di attrarre risorse imprenditoriali giovani. Favorire l\u2019integrazione tra residenza e turismo, naturalistico e culturale. Premiare la residenzialit\u00e0 nei centri di montagna, specialmente dei giovani, grazie ad&nbsp; una elevata qualit\u00e0 dei servizi: scuola, sanit\u00e0, mobilit\u00e0, abitazioni. Infrastrutturare con reti che permettano di attrarre persone e centri di ricerca ad alto contenuto di conoscenza tecnico scientifica che fungano da volano per l\u2019attivit\u00e0 economica permettendo al contempo ai giovani di accedere a professioni di qualit\u00e0. Regolamentare e riconoscere l\u2019alto valore naturale, economico e sociale di risorse come l\u2019acqua, gli ambienti naturali, il paesaggio che oggi sono ancora considerati alla stregua di res nullius, che la montagna offre al godimento di tutti, per mezzo di compensazioni che rendano altamente attrattiva la residenza nelle aree interne. Occorrono investimenti, ma orientati alla qualit\u00e0 della vita e dell\u2019ambiente naturale e non alla anacronistica, devastante speculazione dell\u2019industria dello sci.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane di Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, Lega Anti Caccia, Lega Anti Vivisezione, Legambiente, Lipu, Lupus in Fabula, Salviamo il Paesaggio, WWF Italia, ENPA Marche.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ALLEANZA n. 6.21&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ancona, 16.06.2021 COMUNICATO STAMPA L\u2019Appennino si sta spopolando. 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